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Menzione speciale Premio Eleanor Worthington 2026 per la nostra studentessa del Liceo Artistico

La felicità non dipende dalla condizione fisica, ma da come una persona vive sé stessa.

Utente Martina Rossi

da Martina Rossi

Docente

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Congratulazioni vivissime a L. T., della classe 2LB del Liceo artistico, a cui è stata conferita una menzione speciale per l’opera con la quale ha partecipato all’edizione 2026 del premio Eleanor Worthington.

Questa opera, insieme a tutte quelle che sono state presentate al concorso, fa attualmente parte della mostra curata da Nunzia Invernizzi, allestita nella Sala del Maniscalco di Urbino, a partire dal 28 maggio scorso.

La premiazione della tredicesima edizione del Premio in ricordo di Eleanor Worthington, riservato a studenti di scuole d’arte a livello di istruzione universitaria, viene proposto dall’Associazione Premio Eleanor Worthington-ODV (APEW-ODV) in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, celebrata dalle Nazioni Unite il 3 dicembre di ogni anno.

Eleanor Worthington (York, UK, 1982- Urbino, Italia, 2008), come si ricava dal sito dell’Associazione,  “era una persona di notevole forza di personalità, che ha sofferto di gravi difficoltà di apprendimento,  di comportamento, e di epilessia; è riuscita sempre a comunicare, anche se negli ultimi anni non poteva più né parlare né muoversi;  ha avuto una vita piena di affetti, di relazioni sociali, e di esperienze, sia in Inghilterra che in Italia, dove ha frequentato i cinque anni  dell’Istituto Statale d’Arte (ora Liceo Artistico) di Urbino”.

Il tema di quest’anno era “Disabilità invisibili”: “Spesso alle persone disabili vengono riservate attenzioni particolari, istituzionali, come indennità di accompagnamento, ambientali, come rampe di accesso e interprete LIS, personali, con attenzione alle esigenze specifiche delle persone. Quando le disabilità sono invisibili tutto questo viene a mancare: ad esempio la persona autistica, quella che soffre di claustrofobia, quella che non vuole essere toccata, non ha nessun modo di segnalare le sue difficoltà ed esigenze, e vive in sofferenze a volte gravi anche le situazioni apparentemente più innocue della vita”.

Le modalità di partecipazione permettevano l’utilizzo di tutte le varie tecniche della comunicazione visiva e il lavoro di L. è un  “elaborato, realizzato ad acquerello e pennarelli acrilici,  che rappresenta un bambino con disabilità mentre gioca, mostrando un momento di felicità semplice. Il lavoro vuole dire che la felicità non dipende dalla condizione fisica, ma da come una persona vive sé stessa. L’autostima è importante perché aiuta a sentirsi sicuri e a vivere meglio, senza farsi limitare troppo dalle difficoltà.”